RIGUTINO – L’Arezzo si avvicina alla sfida con la Pianese con la solidità di un percorso costruito con metodo, visione e unità d’intenti. A poche ore dalla gara del Comunale (calcio d’inizio alle 17:30), il direttore sportivo Nello Cutolo ha tracciato un quadro completo del lavoro svolto nella sessione invernale e dello stato della squadra, confermando ancora una volta la centralità del progetto tecnico e organizzativo che sta guidando il club. Cutolo ha illustrato le scelte compiute sul mercato, spiegando criteri e priorità che hanno portato a definire una rosa profonda, equilibrata e coerente. Ha affrontato temi delicati come la lista dei 23, gli infortuni, la crescita dei giovani e il nuovo percorso dirigenziale di Jacopo Dezi, sottolineando sempre la forza del gruppo e la condivisione totale con società e staff tecnico. Il direttore ha ribadito la fiducia nella squadra e la consapevolezza del momento: tredici partite da affrontare con maturità, intensità e continuità, senza mai perdere di vista l’obiettivo. Una linea chiara, che valorizza il lavoro svolto e richiama tutti alla concentrazione: il destino è nelle mani dell’Arezzo e passa dalla capacità di interpretare ogni gara con pazienza, coraggio e determinazione.
Mercato e costruzione della rosa
«Il mercato, per fortuna, è chiuso. Per quanto ci riguarda non è stato un pensiero particolarmente pesante, perché ci eravamo portati avanti presto: al di là delle trattative, che a volte non dipendono solo da noi, siamo riusciti ad accelerare sulle operazioni che avevamo individuato come prioritarie. Siamo contenti: abbiamo centrato tutti gli obiettivi concordati e valutati insieme al mister e al presidente. Qualcuno non ha ancora avuto molto spazio, ma diversi nuovi arrivati sono stati subito protagonisti. Dobbiamo continuare così. Per quanto riguarda la lista, l’abbiamo chiusa ieri. Con grande dispiacere resterà fuori Fabio Tito. Non è solo una scelta tecnica: Fabio convive da tempo con un’ernia inguinale e sta stringendo i denti da settimane. Nei prossimi giorni dovrà sottoporsi a un piccolo intervento che lo terrà fuori 45-50 giorni. Noi, in questa fase della stagione, non possiamo permetterci di aspettare. Mancano 13 partite e dobbiamo spingere forte, senza possibilità di gestione. Sapete che c’era anche il discorso legato a Francesco Perrotta: l’idea era quella di dargli continuità altrove, per completare il suo percorso di crescita. A volte però il mercato non permette di chiudere tutte le operazioni. Francesco ha comunque avuto una crescita importante e si è dimostrato un ragazzo polivalente, con grande intelligenza tattica. Ci dispiace per Fabio, perché so quanto abbia stretto i denti per darci una mano. Continuerà a farlo dal punto di vista morale. Gli facciamo un grande in bocca al lupo».
Percorsi individuali e crescita interna
«Per quanto riguarda Jacopo Dezi, sapete che ci sono stati dei cambiamenti. Questa è una società attenta, che valuta non solo l’aspetto tecnico dei ragazzi ma anche quello umano e morale. È successo due anni fa con Fabio Foglia, che oggi sta facendo un percorso importante. Io e il presidente siamo molto attenti a queste dinamiche. Con Jacopo la decisione è stata condivisa, non è stata un’improvvisazione. Avevamo già pianificato il suo percorso: è già operativo al mio fianco, e ora potrà iniziare un cammino dirigenziale vero e proprio. Abbiamo scelto di puntare su persone che si riconoscono in un percorso di crescita, con basi solide e qualità umane importanti. Sono convinto che Jacopo ci darà soddisfazioni, così come le stanno dando Fabio e tutti gli altri ragazzi che stanno crescendo all’interno della nostra struttura».
Cortesi, Casarosa e la profondità della rosa
«Cortesi ha qualità importanti, frutto del percorso che ha fatto negli ultimi due anni a Carpi, dove è stato protagonista. È un giocatore che ci permette di fare diverse valutazioni: oggi lo consideriamo una mezzala atipica, ma può fare il trequartista, la seconda punta e anche l’esterno. Questo tipo di profilo ci mancava e ci offre soluzioni in più a seconda delle scelte del mister. Matteo sta lavorando benissimo, è un giocatore completo a 360 gradi. Era un obiettivo fin dall’inizio del mercato e siamo contenti di averlo portato ad Arezzo. Ha ancora margini di miglioramento importanti: abbina fisicità, spunto, rifinitura. Inserito in un gruppo forte come il nostro, queste qualità possono essere esaltate in base alla nostra identità e alla proposta del nostro allenatore. I risultati che stiamo ottenendo sono merito della mentalità, dell’identità e della qualità del lavoro che il mister e lo staff stanno portando avanti, insieme a un gruppo incredibile. Lo dico spesso: mi diverto a vederli allenarsi ogni giorno per dedizione, intensità e qualità. È un piacere. Per quanto riguarda Casarosa, è stata un’opportunità. È un 2007 molto interessante e abbiamo ottimi rapporti con il Pisa: ci siamo scambiati valutazioni e abbiamo ritenuto che qui potesse proseguire il suo percorso di crescita. Non entra in lista, ma è una soluzione in più. Abbiamo avuto diverse defezioni e abbiamo fatto tutte le considerazioni necessarie per arrivare in fondo senza lacune. Abbiamo reso la rosa più robusta perché da qui alla fine ci aspettano 13 finali. Dovevamo farci trovare pronti».
Obiettivi, mentalità e gestione della pressione
«Il nostro obiettivo, il nostro progetto e il nostro percorso li conosciamo bene. L’obiettivo è l’immediato, e l’immediato si chiama Pianese: un avversario difficile, ostico, che sta facendo un campionato importante. Su questa base possiamo fare tutti i ragionamenti del caso, a seconda dell’obiettivo che raggiungeremo. I valori ci sono, sono importanti, ma oggi conta solo la partita che abbiamo davanti. Non mi interessa cosa faranno gli altri, mi interessa l’Arezzo. Sappiamo qual è il nostro obiettivo e dobbiamo continuare a spingere: il destino è nelle nostre mani. I ragazzi lo sanno, lo vivono ogni giorno, c’è consapevolezza. A volte il campionato ti mette davanti a mille difficoltà. A Guidonia non abbiamo fatto una grande partita, ma è stato un punto pesante: un punto di solidità, di carattere, di voglia di non perdere su un campo difficile. Me lo porto a casa con un valore enorme. Da qui alla fine dobbiamo andare tutti nella stessa direzione per conquistare qualcosa che, forse, l’Arezzo non vive da tanti anni. Non ci siamo mai nascosti: siamo probabilmente l’unica squadra che convive con la pressione di dover vincere il campionato. Non è facile, non è scontato. Quello che stanno facendo questi ragazzi è straordinario. E dobbiamo continuare così, senza rilassarci nemmeno un attimo».
Infortuni, rientri e continuità
«Per quanto riguarda De Col e Renzi, sono situazioni tecniche e fisiche che abbiamo gestito cercando di recuperare condizioni che non sempre si possono prevedere. Renzi speravamo di non doverlo utilizzare già nella partita con il Pontedera, ma era rientrato da pochi giorni dopo un infortunio delicato. In casi così serve tempo, serve serenità mentale: subire un infortunio e poi rientrare non è semplice, devi ritrovare fiducia. Fortunatamente oggi stanno rientrando tutti, ma abbiamo vissuto momenti complicati. Questo dimostra quanto sia importante la profondità della rosa. Il mister ha fatto accorgimenti anche inaspettati, sfruttando la sua capacità di trovare soluzioni attraverso le caratteristiche dei giocatori. Un anno di Bucchi non è ancora finito, ma è stato un anno eccellente, non era scontato. Come club c’è tanto lavoro, ci sono tempi naturali di crescita, ma noi stiamo accelerando tutto perché c’è unità di intenti, un pensiero unico, una condivisione totale. Se non c’è questa base, i risultati diventano figli del caso. Oggi, invece, ragioniamo tutti nella stessa direzione. E dovrà essere così da qui in avanti, da quando siamo arrivati fino a quando resteremo tutti insieme».
Richieste di mercato e analisi della Pianese
«Sono arrivate richieste per alcuni giocatori che hanno avuto poca continuità, ma conoscete bene la mentalità del presidente: continua a fare sacrifici enormi e noi abbiamo obiettivi importanti, dentro un progetto che sta portando frutti in modo graduale. Nel calcio tutti sono cedibili, è vero, ma i nostri giocatori stanno crescendo molto e ce li teniamo stretti. A tempo debito faremo tutte le valutazioni. Per quanto riguarda la Pianese, al di là degli obiettivi iniziali che ogni società si dà, l’appetito vien mangiando. Faccio i complimenti a Cangi: riesce a valorizzare ogni innesto, è un profondo conoscitore e la squadra ha fatto uno scatto in avanti, come si è visto anche nel mercato invernale. Mi aspetto una squadra che verrà qui con il coltello tra i denti. È un avversario difficile e dovremo essere bravi ad avere pazienza, consapevoli che dobbiamo e vogliamo spingere sull’acceleratore».